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Finalmente una buona notizia. Giovedì 11 maggio su iniziativa del senatore Francesco Colucci e sottoscritto da altri 15 senatori di diversi partiti, è stato presentato un nuovo disegno di legge (n. 2830) che titola «Regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici e norme a tutela dei consumatori». Come ha già raccontato La Verità, si tratta di un ddl che obbligherebbe gioiellieri e commercianti di pietre preziose a rilasciare un certificato gemmologico che, rispettando precise norme stabilite a livello internazionale, descriva le caratteristiche degli oggetti venduti.

Come vi ho già raccontato nell’articolo del 26 marzo che titolava «Serve una legge per catalogare i gioielli e prevenire le truffe» e nell’altro del 2 aprile che titolava «I politici fannulloni lasciano senza tutele chi compra oro e pietre», un disegno di legge analogo è arenato dal 2013 in commissione Affari costituzionali. Ma cosa è successo e come mai proprio ora si sono riaccesi i riflettori su questa legge ferma da anni? In una telefonata nei primi di aprile Alessandro Colucci (consigliere e presidente della Commissione Programmazione e Bilancio della Regione Lombardia) mi chiedeva delucidazioni. Mi ha poi messo in contatto con il padre che, dopo una serie di incontri ed approfondimenti, ha deciso di procedere, comprendendo la necessità di una nuova regolamentazione.
Speriamo bene e vedremo se nonostante le resistenze delle associazioni interessate, il senatore riuscirà a trasformare questo ddl in legge. Attendiamo fiduciosi e sicuramente vi informeremo sugli sviluppi.

La pillola di oggi:

Continuiamo a raccontare la storia del galeone spagnolo San José. Dopo 400 anni dalla battaglia dell’8 giugno 1708 se ne sta combattendo un’altra, non più a colpi di cannone, ma di carte bollate.
Nel 1981 la Sea Search Armada (compagnia statunitense di recupero marittimo) dopo aver stipulato un contratto con il governo colombiano che prevedeva la cessione di un terzo del carico recuperato, annunciò l’individuazione della nave traboccante di oro e pietre preziose per un valore di oltre 10 miliardi di dollari. Il governo colombiano, però, si rifiuta di rispettare il contratto e le operazioni vengono interrotte portando la disputa in tribunale. Nel 2015 il presidente della Repubblica Joan Manuel Santos ha annunciato la costituzione di un museo per accogliere il carico della San José. Ma oltre alla Ssa, ora anche la Spagna reclama parte del tesoro, in quanto ritiene che il galeone e il suo carico siano di sua proprietà. Chissà come andrà a finire.